L'antico fagiolo lupinaro di Lucca

L'antico fagiolo lupinaro di Lucca

Anche conosciuto come fagiolo Aquila il lupinaro è un rampicante molto vigoroso che produce baccelli verdi e rugosi come i lupini da cui prende il nome. Se ne consuma sia il baccello ancora tenero in saporite zuppe o come contorno, sia il fagiolo, piccolo, rotondo e molto apprezzato sia per il sapore sia per un'epidermide pressoché assente.

Ha una peculiarità che lo distingue dagli altri fagioli mangiatutto: si consuma con il seme già presente all'interno del baccello, aspetto che determina una maggiore complessità di aromi e una succulenza superiore. Si distingue anche per una polpa dolce, sapida, tenera e priva di filamenti.

Nelle zone dov'è consumato rimane negli orti fino alla fine dell'estate, regalando prima i teneri baccelli e poi i fagioli da sgranare.

 

Per la coltivazione questa pianta predilige terreni di medio impasto, tendenti al sabbioso. Se si vuole fertilizzare il terreno prima della semina sono da preferire concimi a più alto titolo di fosforo e potassio, la pianta è infatti molto sensibile all'eccesso di azoto che ne potrebbe compromettere fioritura e allegagione. È un rampicante che necessita di sostegni e raramente si devono effettuare interventi di difesa. Dev'essere irrigato regolarmente ma senza eccedere. Spesso questa pianta viene anche cimata per ridurne la vigoria e favorire la produzione di baccelli.

 

Il seme di questo fagiolo conservato nella Banca del Germoplasma è da poco tornato in produzione nella sua zona d'origine grazie all'opera dell'Orto Botanico di Lucca e della ditta sementiera Gargini Sementi che ne commercializza il seme. Rimane comunque un ortaggio antico poco coltivato e ancora a rischio di estinzione nonostante non necessiti eccessive concimazioni e sia naturalmente resistente a parassiti e avversità.

 

Fonte

"I fagioli della Lucchesia"; Manuale ARSIA (Baldanzi, Ceccarini, Del Pistoia, Macchia, Micheli, Pacini, Quarta).

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